Salvatore La Porta – I racconti di Azina: bicicletta e partigiana

Il primo e-book del Villaggio Maori: 99 centesimi di biciclette e Resistenza:

 

 

 

 

“Io ero la bici di Bogart. Non era un gran bel nome da partigiano.Ma tant’è. Bogart era un torinese secco come una corda, e dove ti saresti aspettato un gran naso adunco trovavi invece il volto piatto d’un gatto, dalle labbra minuscole.”

 

 

 

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3 Comments

  1. DIEGO Bruschi

    una buona penna

    racconti veloci, briosi, capacità di tratteggiare luoghi ed anche stati d’animo sospesi

    interessante la soggettiva sulla bici, anche se forse è un po’ spaesante perdurarla per tutti i racconti

    freschi e non scontati i dialoghi, anche se nell’italia di quegli anni sentivi parlare molto di più dialetto o un italiano meno «italiano»

    4 stelle su cinque, il mio giudizio

    l’interlinea è troppo stretta, non facilita la lettura

    una domanda: per 99 centesimi, non valeva la pena di diffonderlo a titolo gratuito, visto che comunque porta il marchio di una piccola ma apprezzabile casa editrice?

    consiglio comunque di scaricarlo e leggerlo, ne vale la pena

  2. LEO PATACCA

    L’idea è originale e geniale. La Resistenza narrata da una bicicletta, non da qualcuno che viaggia in bicicletta, ma dalla bici stessa, dal suo sellino dal suo manubrio, dalle sue ruote che girano, dalla ruggine che inizia a preoccupare. Narrazione fluida e sciolta con uno stile diretto e disinibito, tutto è ben reso: il dramma dei protagonisti, la loro precarietà e i loro dubbi; i dialoghi e l’ambientazione in tempi difficili ben descritti nelle immagini nell’aria che ne viene narrata nei colori sempre tenui, nei vestiti lacerati e nei punti di riferimento oramai scomparsi. E soprattutto il contenuto: la Resistenza che non è finita vista da un punto di vista che è il più vero quello rivoluzionario e di sinistra. Splendido e davvero fantasioso il racconto finale. Manca qualcosa? Forse quel senso compiuto che fa di un racconto una storia, con un inizio, un mezzo e una fine, sembra una racolta di racconti e frammenti e che ne so magari proprio questo voleva essere. Ottimo lavoro

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